Siglato il Protocollo d’intesa sullo sviluppo sostenibile della fascia costiera jonica

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Comunicato n. 47

L’Università di Messina e gli Ordini professionali degli Architetti, dei Geologi, degli Agronomi e Forestali, degli Ingegneri e dei Periti industriali, hanno siglato in Sala Senato un Protocollo d’intesa in materia di analisi del territorio e individuazione di linee guida per lo sviluppo sostenibile, tutela, salvaguardia, valorizzazione e recupero delle spiagge della fascia costiera jonica. Il Protocollo, la cui genesi risale ai giorni immediatamente successivi agli eventi meteomarini del gennaio 2026, coinvolgerà inoltre i Comuni costieri della fascia ionica e ANCE Messina.

Alla conferenza stampa hanno preso parte il prof. Giovanni Randazzo e la prof.ssa Carla Lucia Faraci (ideatori del progetto), la prof.ssa Valentina Venuti (Delegata per le attività di ricerca scientifica dipartimentali del MIFT), il Presidente dell’Ordine degli Architetti PPC di Messina, arch. Giovanni Lazzari, la Presidente dell’Ordine degli Ingegneri della provincia di Messina, ing. Marilena Maccora, il Presidente dell’Ordine Regionale dei Geologi di Sicilia, dott. Paolo Mozzicato, il Presidente dell’Ordine provinciale dei Dottori Agronomi e dei Dottori Forestali, dott. Stefano Salvo, il Presidente del Collegio provinciale dei Geometri e dei Geometri laureati, Carmelo Ardita, il Presidente dell’Ordine dei Periti industriali e dei Periti industriali laureati, Orazio Musumeci, la Presidentessa di ANCE Messina, Rosaria Irene Ricciardello.

“La firma di questo protocollo nasce per dare concretamente il via ad un laboratorio propositivo permanete, mettendo in sinergia l’Ateneo di Messina con vari Ordini professionali che collaboreranno con le proprie conoscenze per programmare linee guida resilienti che possano permettere di ricostruire il territorio, ovviamente non a livello di intervento emergenziale, ma secondo una pianificazione proiettata a garantire un futuro tranquillo, intrinsecamente sicuro ed organizzato. Gli eventi meteomarini potranno essere sempre più frequenti, anche se il ciclone Harry ha rappresentato una sorta di eccezione per la particolare violenza ed insistenza con cui ha colpito un tratto di territorio, per questa ragione dobbiamo essere pronti e dobbiamo fare in modo che la cittadinanza affronti ed accetti tutti i cambiamenti utili alla sicurezza generale. Ci sono già tanti cicloni mediterranei, ma spesso e volentieri non li conosciamo perché non si avvicinano alle coste, perciò è importante comprendere sin da ora che non si tratta di eventi isolati”.

Nello specifico, il neonato laboratorio si propone di redigere un masterplan che possa armonizzare gli interventi di mitigazione dell’impatto delle onde, prevedendo soluzioni alternative – come ad esempio la delocalizzazione strutturale e non solo – per il territorio e per la viabilità oggi profondamente colpita dalla violenza del ciclone e degli eventi calamitosi in genere.

Il Dipartimento MIFT dell’Ateneo – per conto dell’Autorità di Bacino per il Dissesto Idrografico della Regione Siciliana – ha già redatto le linee guida propedeutiche alla formazione del Piano Coste e del Piano per la Gestione dei Depositi di Sedimenti Marini Remoti/Relitti ed insieme ai Comuni ed agli Ordini professionali coinvolti nel Protocollo collaborerà per portare avanti attività di ricerca, di studio, di formazione, nonché per promuovere la partecipazione congiunta a progetti nazionali ed internazionali.

Plaudendo a questo esempio virtuoso di dialogo fra mondo accademico e professionale, gli Ordini interessati hanno unanimemente ringraziato l’Ateneo per il supporto offerto già all’indomani del ciclone Harry, con l’auspicio che la politica possa recepire le proposte che man mano verranno presentate dai componenti del laboratorio.