L’Aula Magna del Rettorato ha ospitato l’evento di presentazione del Progetto “Dalla Ricerca alla Didattica: una nuova prospettiva per le STEM e la parità di genere”. All’iniziativa hanno preso parte gli Istituti scolastici, le autorità accademiche e istituzionali.
Dopo i saluti della prof.ssa Candida Milone, Prorettrice alla Didattica (in collegamento da remoto), della prof.ssa Paola Dugo, Prorettrice alla Ricerca, e della prof.ssa Marina Trimarchi, Prorettrice alla Terza Missione, sono intervenuti anche la prof.ssa Cinzia Ingratoci Scorciapino, Delegata della Rettrice alla Promozione e allo sviluppo dell’offerta formativa sul territorio, il prof. Dario De Salvo, docente di Storia della pedagogia e dell’educazione, il prof. Leon Zingales, Provveditore agli Studi di Messina, e la prof.ssa Giuseppina D’Aguì, Coordinatrice del progetto. L’incontro è stato moderato dalla prof.ssa Consuelo Celesti.
Dopo i saluti della prof.ssa Candida Milone, Prorettrice alla Didattica (in collegamento da remoto), della prof.ssa Paola Dugo, Prorettrice alla Ricerca, e della prof.ssa Marina Trimarchi, Prorettrice alla Terza Missione, sono intervenuti anche la prof.ssa Cinzia Ingratoci Scorciapino, Delegata della Rettrice alla Promozione e allo sviluppo dell’offerta formativa sul territorio, il prof. Dario De Salvo, docente di Storia della pedagogia e dell’educazione, il prof. Leon Zingales, Provveditore agli Studi di Messina, e la prof.ssa Giuseppina D’Aguì, Coordinatrice del progetto. L’incontro è stato moderato dalla prof.ssa Consuelo Celesti.
L’Università peloritana figura fra gli Atenei italiani finanziati dal Dipartimento per le Pari Opportunità della Presidenza del Consiglio dei Ministri nell’ambito dell’Avviso pubblico “STEM Università 2024”, finalizzato alla promozione di progetti innovativi per la formazione dei docenti delle scuole secondarie di primo e secondo grado nella didattica delle discipline scientifiche, tecnologiche, ingegneristiche e matematiche (STEM), con particolare attenzione allo sviluppo delle competenze STEM nelle studentesse e negli studenti. Il Progetto ha ottenuto un finanziamento di 200.000 euro e si propone di rafforzare l’innovazione didattica, l’inclusione e la parità di genere attraverso percorsi formativi co-progettati tra Università e Scuole.
“L’evento odierno – ha esordito la prof.ssa Milone – è importante per ribadire come l’Università sia focalizzata sull’importanza delle discipline STEM, che assumono un ruolo sempre più importante in ragione del contributo fornito dalla scienza e dalla tecnologia al modus vivendi di ciascuno di noi. Il nuovo Progetto di UniMe è fondamentale per far comprendere come la scienza sia alla portata di tutti; oltretutto la storia ci insegna che le donne fanno scienza a, talvolta, la guidano. Penso a Rita Levi-Montalcini, Marie Curie o Frances Arnold, ma anche a coloro che non hanno ricevuto il giusto riconoscimento, ad esempio, Mileva Marić, Fisica e prima moglie di Albert Einstein. Introdurre le attività STEM nelle Scuole, perciò, potrà aiutare a cambiare percezioni e punti di vista per emergere le attitudini di ragazzi e ragazze”.
“UniMe – ha aggiunto la prof.ssa Dugo – è un Ateneo generalista con più di 100 Corsi di Laurea e numerosi percorsi post-Laurea che consentono l’accesso al mondo della ricerca. I numeri indicano, inoltre, che le donne impegnate nella scienza sono in aumento, malgrado ci sia ancora della strada da fare. Spesso il mondo femminile che opera nel panorama STEM fatica quando si trova vicino ai ruoli apicali, sia per motivazioni sociali che per compromessi di vita; anche in quest’ottica si inserisce il Progetto che presentiamo oggi, teso a divulgare le discipline STEM nelle Scuole e tra le donne. Lavoreremo, di concerto con gli Istituti scolastici, per garantire una formazione completa ai nostri giovani, innestando quei semi che potranno favorire l’apertura mentale necessaria per il loro futuro”.
“Desidero ringraziare innanzitutto la Coordinatrice del Progetto, prof.ssa Giuseppina D’Aguì, e tutti i suoi collaboratori – ha commentato la prof.ssa Trimarchi – senza i quali oggi non saremmo in quest’Aula di fronte agli alunni delle Scuole. Dobbiamo far passare il messaggio che le discipline STEM siano divertenti. Ne era convinto il Fisico Antonino Zichichi, mancato proprio ieri, che ha ideato un importante Progetto di cui anche io faccio parte. Si chiama ‘EEE (Extreme Energy Events)’ ed ha lo scopo di scopo di studiare i raggi cosmici primari di energie estremamente alte che arrivano sulla Terra attraverso la rivelazione simultanea di muoni sui rivelatori attivi. Allo studio partecipano diversi enti di altissimo livello e, soprattutto, diversi Istituti scolastici distribuiti sul territorio nazionale che sono stati dotati di diversi telescopi di rilevazione i cui dati vengono registrati e raccolti dagli stessi studenti che, in questo modo, si comportano come veri e propri ricercatori. Grazie a questa intuizione l’Italia non solo si è dotata, riunendo i rilevamenti, del più vasto telescopio di raggi cosmici in Europa, ma ha anche fornito indicazioni utili ai professionisti di settore ed ha favorito la divulgazione scientifica tra gli alunni e le alunne del Paese. A suo modo, il progetto UniMe risponde a questa logica, con l’obiettivo di far comprendere che tutti e tutte possono abbracciare l’affascinante mondo della scienza”.
