Due vite spezzate, due storie spezzate, una stessa data le unisce nel ricordo e nel dolore.
La Rettrice, Prof.ssa Giovanna Spatari e una rappresentanza studentesca hanno deposto un cestino di fiori ai piedi della scultura posta nel cortile intitolato a Lorena e Sara.
31 marzo 2020. Lorena Quaranta aveva scelto di curare gli altri. Era a un passo dal diventare medico quando la sua vita è stata interrotta.
31 marzo 2025. Sara Campanella aveva 22 anni, sogni ancora da scrivere e una lezione appena conclusa. Poche ore dopo, il silenzio. Un futuro annientato.
Le loro storie attraversano la nostra comunità accademica e la interrogano profondamente.
Perché l’Università è, prima di tutto, uno spazio di vita, di futuro, di libertà. Oggi, in occasione dell’anniversario del loro femminicidio, le ricordiamo con rispetto e responsabilità. Per quello che erano, per quello che sarebbero diventate.
Il loro ricordo non è solo commemorazione, ma impegno concreto.
Un impegno che riguarda tutti. Per una cultura che sappia promuovere il rispetto, riconoscere, prevenire e contrastare ogni forma di violenza.
Per Lorena. Per Sara. Per tutte.
Unime non dimentica
