Comunicato N° 17 del 14 gennaio 2016

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In merito ad alcune notizie riportate oggi dalla stampa riguardo alla vicenda dell’Ospedale Piemonte, il Rettore dell’Università di Messina, prof. Pietro Navarra, ha redatto la seguente nota:

«Ho partecipato alla riunione tecnica, convocata a Palermo, dall’Assessore Baldo Gucciardi lo scorso martedì 12 gennaio, per discutere del decreto attuativo previsto dalla Legge della Regione Siciliana n. 24 del 9/10/2015, che prevede il passaggio dell’Ospedale Piemonte all’IRCSS Bonino-Pulejo. Notizie di stampa sul tema hanno fatto riferimento a una proposta dell’Università di Messina per la gestione del pronto soccorso e delle attività connesse che sembrerebbe non apparire in linea con “la ratio della legge” a parere del Dottore Vullo, Direttore Generale dell’Azienda Papardo-Piemonte, e dell’Assessore Gucciardi.
Con questa breve nota mi preme innanzitutto chiarire quanto segue. Primo, la proposta di cui si parla è stata redatta dall’Università di Messina in piena collaborazione e condivisione con i vertici dell’Azienda Policlinico. Secondo, al momento essa rappresenta l’unica proposta formulata per iscritto e consegnata durante la riunione in Assessorato. Terzo, l’Assessore Gucciardi si è impegnato a prenderla nella dovuta considerazione in previsione di una prossima riunione utile per la stesura del decreto attuativo della Legge regionale.
Per quanto attiene alle osservazioni sulla coerenza del modello gestionale con il dettato della legge, credo sia opportuno evidenziare che il provvedimento legislativo sul passaggio del Piemonte all’IRCSS non prevede alcuna copertura economica, qualunque siano le modalità di attuazione. Pertanto, la coerenza con la ratio della legge verrebbe certamente meno se si dovesse immaginare un progetto di attuazione della stessa che fosse legato al reperimento di nuove risorse economiche. Infatti, nel corso della riunione palermitana è stato più volte ribadito il fatto che le risorse destinate alla copertura dei tetti di spesa per il personale, previste e assegnate con apposito decreto a ciascuna azienda, non possono essere modificate. In questo quadro, un’eventuale integrazione di tali risorse a beneficio di una o più aziende comporterebbe soltanto una riduzione per le altre.
Pertanto, l’Università e l’Azienda Ospedaliera Universitaria hanno formulato, non senza difficoltà, una proposta che, così come espressamente previsto dalla Legge regionale n. 24/2015, indica “le modalità di gestione del pronto soccorso generale e delle connesse attività, strutture, risorse e reparti, anche attraverso il coinvolgimento, in via autonoma, di istituzioni sanitarie pubbliche con particolare riguardo a quelle che possano contribuire al rilancio alle attività di cura e di ricerca di eccellenza”. Tale proposta si fonda su sei elementi cardine: integrare pienamente il pronto soccorso del Policlinico con quello del Piemonte e le sue connesse attività sanitarie, garantirne una gestione autonoma, mantenere inalterati i tetti di spesa per il personale, assicurare lo standard minimo di dotazione organica per l’offerta delle prestazioni sanitarie a ciascuna delle aziende coinvolte, potenziare alcuni servizi sanitari aggiuntivi e operare i necessari interventi infrastrutturali.
Ci tengo molto a precisare che il contributo di idee che abbiamo suggerito al tavolo regionale è stato offerto con il consueto spirito di servizio che anima tutte le scelte dell’Ateneo e dell’Azienda Ospedaliera Universitaria quando queste, insieme o separatamente, sono chiamate a partecipare a confronti costruttivi con le altre istituzioni del territorio per affrontare – e sperare di risolvere – problemi nell’interesse comune.
Diversamente da chi sostiene il contrario, ritengo che la nostra proposta sia stata formulata in modo serio e accurato nel pieno rispetto della ratio della legge e con l’obiettivo di garantire rigorosamente la sostenibilità del modello gestionale. Se così non fosse, si rischierebbe un fallimento indecoroso nel volgere di qualche anno che coinvolgerebbe tutte le istituzioni protagoniste del progetto: Piemonte, Papardo e IRCSS Bonino-Pulejo.
Naturalmente, attendiamo fiduciosi di conoscere proposte alternative che al momento non abbiamo avuto il beneficio di discutere, sempre che ci siano. Saremmo sorpresi di scoprire che su altri tavoli si discuta di soluzioni che, forse, non supererebbero il vaglio di una rigorosa analisi di fattibilità qualora fossero sottoposte alla valutazione da parte di tute le istituzioni coinvolte.
A dire il vero, però, sono giunti alle nostre orecchie i rumors di un’improbabile soluzione che, in assenza di risorse aggiuntive per il personale, ipotizzerebbe il trasferimento di una quota dello 0,5% del finanziamento della spesa regionale prevista per la copertura degli organici di tutte le aziende siciliane a beneficio del Papardo e/o del Piemonte-IRCCS. Questa ipotesi, se dovesse essere vera – e non crediamo lo sia –, sarebbe il frutto di chi affronta, scaricandoli sugli altri, problemi che non sa risolvere, generando sprechi e inefficienze di cui il sistema sanitario regionale, e soprattutto la tutela della salute dei cittadini, non hanno proprio bisogno».

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