Comunicato N° 236 del 19 luglio 2014

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Si è svolto presso il Dipartimento di Scienze giuridiche e Storia delle Istituzioni un convegno sul tema “Contro le mafie. In ricordo di Paolo Borsellino” per commemorare il giudice e tutte le vittime della strage di via D’Amelio, della quale ricorre il 19 luglio il 22° anniversario.
«Oggi noi ricordiamo Paolo Borsellino, un eroe laico della nostra società – ha detto il Ministro dell’Interno Angelino Alfano, che è stato ospite dell’Ateneo – questi sono gli eroi che dobbiamo tenere a mente per il futuro. Abbiamo seguito la strada di Falcone e Borsellino e oggi il fatto che in una sede scientifica come l’Università di Messina si approfondisca il tema dei beni confiscati alla mafia significa che qualcosa ha funzionato molto bene. Cioè che la strategia di insieme di sequestri e confische dei patrimoni criminali ha avuto un tale successo da porre un problema di gestione dei beni».
Il Ministro Alfano, infine, dopo aver ringraziato l’Ateneo peloritano per l’istituzione di due master sulla gestione dei beni confiscati, utilissimi e scientificamente rilevanti, ha ricordato tutte le altre vittime della strage di Via D’Amelio.
«Il sacrificio del giudice Borsellino e delle vittima di via D’Amelio – ha detto il Rettore, prof. Pietro Navarra – continua a costituire una scossa per le nostre coscienze. Venerdì 18, insieme agli studenti, è già stato organizzato un primo momento di raccoglimento davanti alla sede centrale dell’Università. Noi abbiamo il dovere di rendere vivo il ricordo di un uomo che ha dedicato la sua vita alla lotta alla mafia. La mafia, come diceva lo stesso giudice Borsellino, è un’istituzione anti-Stato che attira consensi perché più efficace dello Stato. È compito della scuola e dell’Università contribuire a ribaltare questa logica. Ebbene, l’Università di Messina ha istituito il “Centro Studi e ricerche sulla criminalità mafiosa e sui fenomeni di corruzione politico-amministrativa” e, nell’ambito delle attività del centro, oggi presentiamo i corsi di primo e secondo livello in “Prevenzione e contrasto dei fenomeni di criminalità organizzata di tipo mafioso, della corruzione politica-amministrativa. Amministrazione e gestione dei patrimoni confiscati alla mafia”. Ringrazio per questo – ha concluso il prof. Navarra – il direttore del Dipartimento di Scienze Giuridiche e Sociali, nonché presidente del Centro studi, prof. Giovanni Moschella e tutte le istituzioni giudiziarie e gli ordini professionali che stanno collaborando con l’Ateneo nella gestione di questi master. La presenza del Ministro Alfano, in questa occasione, ci onora ed a lui va il nostro grazie».
Oltre al Rettore, erano presenti il dott. Nicola Fazio, Presidente della Corte d’Appello di Messina, il dott. Giovanni D’Angelo, Procuratore Generale della Repubblica di Messina, il dott. Antonino Totaro, Presidente del Tribunale di Messina, del dott. Francesco Celona, Presidente dell’Ordine degli Avvocati di Messina ed il dott. Enrico Spicuzza, Presidente dell’Ordine dei Dottori Commercialisti e degli Esperti Contabili di Messina, che hanno evidenziato la figura di Paolo Borsellino e hanno sottolineato l’importanza dei Master istituiti dall’Ateneo, i quali rappresentano un intervento estremamente concreto nell’ambito delle azioni di contrasto al fenomeno mafioso.
Si è poi svolta una tavola rotonda moderata dal prof. Antonio Saitta, Prorettore alla Legalità, Trasparenza e Processi amministrativi dell’Ateneo, che ha ricordato le azioni del Governo di Ateneo nel segno della legalità, come l’adozione del protocollo anticorruzione che oggi viene preso a modello da tante altre istituzioni.
Sono, infine, intervenuti i professori Giovanni Moschella e Luigi Chiara, docente di Storia Contemporanea che sarà il direttore dei Master e Liliana Todaro, Sostituto Procuratore della Repubblica presso il Tribunale di Messina.
Il prof. Moschella ha tratteggiato la figura del giudice Borsellino, evidenziando come, tra gli altri, abbia avuto anche il merito di trattare il fenomeno mafioso come fenomeno culturale sottolineando l’importanza del sistema scolastico e universitario nell’azione di contrasto alla criminalità.
Il prof. Chiara ha invece descritto la struttura del Master, che sarà articolato in due percorsi (I e II livello).
La dott.ssa Todaro ha, infine, ricordato la passione del giudice Borsellino per il suo lavoro, nonostante la consapevolezza dei rischi ed ha altresì approfondito le tematiche legate alle misure normative antimafia.
I master istituiti presso l’Ateneo peloritano, i cui bandi saranno pubblicati prossimamente, offriranno un contributo nella diffusione della cultura della legalità e fornirà strumenti utili a contrastare i fenomeni mafiosi e di corruzione. Conoscenze che consentiranno anche di affrontare problematiche particolarmente attuali, come la gestione dei patrimoni confiscati. 
Il tutto, grazie a una sinergia tra l’Ateneo e le istituzioni locali. I corsi si rivolgono a giovani laureati, amministratori e dipendenti di Enti pubblici, operatori di pubblica sicurezza, operatori del volontariato e associazionismo antimafia ed a tutte le figure professionali (avvocati e commercialisti) che siano interessati ad approfondire i temi trattati dal corso e acquisire competenze
 necessarie a proporsi come operatori specializzati nelle attività di contrasto e prevenzione del crimine organizzato e della corruzione presso enti pubblici e associazioni non governative.

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