Comunicato N° 297 del 31 ottobre 2018

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Stamane una stracolma Aula Magna del Rettorato ha accolto il Presidente della Corte Costituzionale, Giorgio Lattanzi, nel corso di una cerimonia aperta dai saluti del Rettore, Salvatore Cuzzocrea, e del Prefetto di Messina, Maria Carmela Librizzi. Il Presidente della Corte Costituzionale ha tenuto una Lectio Magistralis intitolata “Attualità della Costituzione”, introdotta dal Presidente Emerito della Corte Costituzionale Gaetano Silvestri.
“Nel ringraziare il Presidente Lattanzi per la sua presenza – ha detto il Rettore – desidero condividere lo spirito di questa iniziativa, ovvero affermare la cultura ed il rispetto della Costituzione. Si tratta di un nobile compito e, nello stesso tempo, di un dovere nei confronti delle generazioni che rappresentano il futuro del nostro Paese”.
“La presenza del Presidente della Corte Costituzionale all’Università di Messina – ha commentato il Prefetto – si aggiunge ad una serie di manifestazioni con cui quest’anno abbiamo voluto celebrare varie ricorrenze legate alla storia d’Italia. Alcuni di questi eventi sono dedicati alla Costituzione che, indubbiamente, ci ha donato quei principi e quegli indirizzi operativi che la rendono una Carta sempre attuale e volta al futuro”.
“Da costituzionalista – ha aggiunto il prof. Silvestri – credo che il titolo scelto per la Lectio Magistralis sia davvero significativo e provo enorme piacere nel vedere, in quest’aula, la presenza di numerosi giovani. L’attualità della Costituzione deriva, innanzitutto, dal ruolo che essa assume, da quando è stata promulgata, nei confronti del popolo che l’ha adottata. Tutti i tentativi di riscriverla sono falliti, non in Parlamento, ma per la volontà popolare espressa attraverso lo strumento del referendum. La Carta costituzionale è destinata a durare, perché figlia della storia. Esemplificativo di ciò è il caso della Costituzione americana, che nessuno sogna di cambiare da circa 200 anni. Una costituzione moderna, senza alcun dubbio, ruota attorno al concetto dei limiti, contrario alla tirannia della maggioranza citata da Thomas Jefferson. La nostra Carta ha abbracciato appieno questa logica, tutelando principi civili e diritti fondamentali”.
“Quest’anno – ha dichiarato il Presidente Lattanzi – sono stati celebrati i 70 anni della nostra Costituzione e tutti noi giudici abbiamo approfittato di questa opportunità per ‘uscire dalla Corte’ ed andare nelle città, nelle scuole e nelle università, dove abbiamo incontrato numerosi giovani e studenti come quelli di oggi. Tutti hanno dimostrato moltissima attenzione e vivo interesse nei confronti della Costituzione, rivolgendoci anche tante domande. Abbiamo potuto osservare dei ragazzi diversi rispetto a come vengono usualmente dipinti e raccontati. Siamo stati anche nel carcere di Rebibbia, riscontrando il medesimo rispetto.
È probabile, come avvenuto in passato, che i tentativi di revisione costituzionale riprenderanno. In più di un’occasione si è venuta a creare una sorta di ‘attesa messianica’ per una riforma costituzionale ingiustificata. I nostri padri costituenti ci hanno dotato di uno strumento caratterizzato da una grande sapienza civile, capace di riunire tutte le ideologie e, dunque, in grado di adeguarsi al mutamento dei tempi per consentire al Paese di prosperare in democrazia e libertà.
La nostra Carta costituzionale è attuale, rigorosa nella sua efficacia, una bilancia di valori e principi. La nostra Costituzione accompagna, stabilmente, la vita della Repubblica, anche su sentieri diversi. La sua solidità è anche quella della nazione. Interventi e modifiche minori possono minare la fiducia dei cittadini che, con il referendum, hanno invece dimostrato di tenere moltissimo alla Carta costituzionale. L’11 ottobre scorso, il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, incontrando al Quirinale alcuni studenti delle scuole secondarie di secondo grado ha definito la nostra Costituzione ‘una Carta capace di creare un sistema complesso di pesi e contrappesi, in cui nessuno da solo può esercitare troppi poteri’. Ciò è un’ulteriore dimostrazione del fatto che la revisione costituzionale non può dipendere da architetture e tecnicismi politi, bensì da un vero e proprio momento costituente che, però, non si scorge all’orizzonte. La nostra Costituzione è e sarà il vento benefico che soffia su tutto il nostro Paese”.

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