Comunicato N° 39 del 21 febbraio 2017

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Questa mattina (martedì 21 febbraio) è stato presentato a Roma il Rapporto VQR 2011-2014, curato dall’ANVUR. La Valutazione, nei mesi scorsi, aveva già sancito l’ottimo risultato dell’Università di Messina, la cui performance complessiva in termini di crescita (+17%) era risultata la migliore nel confronto con gli altri atenei italiani.
In occasione della presentazione del rapporto, in cui il dato complessivo è stato destrutturato secondo diversi parametri, un primo riconoscimento per Unime è arrivato dalla valutazione del contributo offerto dai promossi/neo assunti (indicati come “addetti in mobilità”), informazione che consente di vagliare la qualità dei prodotti conferiti dalle “nuove leve” e rapportarla ai risultati che ogni ateneo ha ottenuto nella singola area indagata.
Grazie a questa analisi è stato possibile determinare le prestazioni degli addetti in mobilità dell’Ateneo rispetto agli addetti in mobilità dell’area. In questo modo si può capire chi ha assunto i migliori e, quindi, determinare la capacità di selezione del personale e la forza d’attrazione che ogni ateneo riveste rispetto agli altri, in una determinata area scientifica analizzata.
In quest’ambito Messina ha raggiunto risultati di eccellenza a livello nazionale nell’area dell’Ingegneria civile (primo posto con il +61%) e delle Scienze chimiche (terzo posto con il +21%).
Inoltre, nel corso della giornata uno spazio rilevante è stato dedicato al tema della Terza missione, termine si racchiudono tutte le attività che hanno permesso di valutare il grado di apertura dell’Università al contesto socio-economico, che per la prima volta sono state inserite nella VQR. A parlarne, alla presenza del Ministro Valeria Fedeli, è stata la prof.ssa Daniela Baglieri, ordinario di Economia e Gestione delle Imprese dell’Università di Messina e Presidente Commissione Esperti Terza Missione dell’Anvur.
“In alcune aree d’Italia – ha detto la prof.ssa Baglieri – le Università rappresentano l’unico soggetto in grado di offrire un valore aggiunto a un territorio, sia in termini economici, sia come produttore di beni pubblici per la società.
Brevetti e spin off rappresentano strumenti per la valorizzazione della ricerca a cui sia atenei che enti di ricerca fanno diffusamente ricorso. Molti gli spin off sorti per sfruttare brevetti accademici e per porre argine alla ‘fuga di cervelli’, soprattutto al Sud. Al contempo, non si possono sottovalutare attività altrettanto importanti in tema di valorizzazione dei beni culturali, della tutela della salute (per esempio la gestione delle bio-banche), public engagement e l’educazione continua per adulti. Quello compiuto da ANVUR con la VQR 2011-2014 è stato un lavoro enorme, certosino e indubbiamente sfidante. In questi mesi di valutazione, al di là dei ‘numeri’, ci siamo resi conto che atenei ed enti di ricerca hanno raccolto la sfida avviando processi di riorganizzazione, creando nuove entità giuridiche e reti innovative con altri attori allo scopo di ‘fare massa’ e ridare slancio ai territori. Tutto ciò impone una ridefinizione dei confini di terza missione e un orientamento che predilige l’impatto sulla società anziché i meri risultati economici.
Forti dell’enorme mole di dati e informazioni raccolti, possediamo oggi un data base molto articolato e robusto, di sicuro all’avanguardia in campo internazionale, che può utilmente supportare la riflessione teorica e il governo degli atenei e degli enti di ricerca”.

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