Comunicato N° 391 del 28 ottobre 2016

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E’ stato presentato, oggi pomeriggio in Aula Magna, alla presenza dell’autore, il volume dal titolo “Ritorno al Diritto” (edizioni Laterza)  del prof. Paolo Grossi, Presidente della Corte Costituzionale ed Accademico dei Lincei.
Dopo i saluti del Rettore, prof. Pietro Navarra e del Direttore del Dipartimento di Giurisprudenza, prof. Giancarlo De Vero, sono intervenuti il professore emerito Vincenzo Scalisi ed il prof. Giacomo Pace Gravina.
Nel volume, che riassume un lungo impegno di ricerca, il prof. Paolo Grossi sottolinea che stiamo vivendo un passaggio fondamentale: dal diritto moderno, centrato sulla legge e sulla sua purezza lontana dai fatti dettati dall’esperienza, ad un post-moderno fondamentale che cerca di confrontarsi con la materialità “impura” della vita. Nel post-moderno, infatti, sta venendo meno la grande separazione tra diritto e vita e si sta depotenziando la concezione della legge intesa come atto di volontà che si impone dall’alto.
La storicità del diritto rappresenta una dimensione preziosa. La modernità ha concretizzato lo Stato di diritto nell’identificazione tra diritto e legge. Nella postmodernità il diritto, invece, si è sempre più scollato dalla struttura sociale. Ma, il diritto non è un comando, è ordinamento del sociale e per questo non può essere separato dalla società stessa.
Ritorno al diritto significa recupero della ineludibile relazione che vincola il diritto alla società e alla storia. Fin dalla rivoluzione francese, infatti, siamo stati soggetti alla mitizzazione del legislatore: l’affidamento nelle sue mani del monopolio della creazione giuridica ha innaturalmente sacrificato il diritto, riducendolo a voce autoritaria del potere politico. È solo durante il Novecento – il secolo che ha visto la nascita della Costituzione, dell’Unione europea e della globalizzazione – che ha inizio il processo di affrancamento dalla stretta soffocante di un principio di legalità quale espressione dell’imperante assolutismo giuridico. Contemporaneamente, si afferma la libertà da quelle pesanti mitologie che, in Italia e in tutta l’Europa continentale, hanno plagiato la coscienza collettiva con la connivenza della maggior parte dei giuristi.

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