Comunicato N° 5 del 15 gennaio 2013

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Inaugurata dal Rettore Tomasello sabato pomeriggio, a conclusione del Convegno su “Le guarigioni inspiegate”, la storica sede dell’Accademia Peloritana dei Pericolanti è tornata alla totale fruizione della comunità scientifica universitaria, ma anche dell’intera città di Messina, della cui storia come ha dichiarato il Magnifico, “è un pezzo importante di memoria” E’ sempre il Rettore che ne ricorda le origini: ”Essa nasce con un’autorizzazione del Vicerè di Sicilia, l’otto agosto 1729 (quest’anno  entra nel 284esimo anno di vita n.d.r.) come vasta e complessa organizzazione di ordine scientifico e umanistico e sin d’allora ha sempre svolto la funzione istituzionale di concorrere operativamente alla promozione della cultura. Nelle alterne vicende della storia tra fortuna e avversità, luci ed ombre, l’attività dell’Accademia è sempre stata al servizio dell’universalità del sapere”.

L’Accademia, dunque, nasce negli anni nei quali l’Università di Messina viene chiusa dagli Spagnoli, per punire la città dalla ribellione anti spagnola. Messina, infatti, negli ultimi anni del secolo XVII, fu al centro della rivolta contro gli Spagnoli, che dopo quattro anni ebbero il sopravvento e si “vendicarono” duramente, talchè vennero chiuse le istituzioni culturali, ma non tutte: sopravvissero le Accademie della Fucina, degli Incogniti, degli Abbarbicati  e ne nacquero altre, la Clizia, la Ginestra,  e  quella degli Accorti che si trasformò in Accademia Peloritana dei Pericolanti.

Per essa venne adottato  come stemma la rappresentazione di una nave che a vele spiegate viaggiava tra Scilla e Cariddi, si coniò il motto “Inter utramque viam” e si dispose da parte del fondatore, don Paolo Aglioti, l’associazione con l’Accademia dei Dissonanti di Modena, secondo la procedura del tempo.

Ci si chiede ancora oggi cosa significa “dei Pericolanti”, e per spiegarlo bisogna risalire ad un documento dell’Abate Carlo Vitali,  primo segretario  dell’Accademia, che fa una similitudine tra la navigazione sullo Stretto di Messina “come nel mare tra Scilla e Cariddi pericola sempre il nocchiero” e lo studioso che “nel sapere, tra le varie difficoltà, e con le varie traversie, pericola … e ciò non ostante  penetra senza inciampo nella verità ricercata”, dunque ricerca del sapere sta a significare un’ attività pericolosa che ha una sua storicità .

Dal lontano 1729 ad oggi,  non c’è stato un settore della cultura estraneo all’Accademia, dalla medicina alle scienze giuridiche, dagli studi letterari a quelli filosofici e filologici, dall’arte alle scienze. Ed i soci dell’Accademia, distinti in Onorari, Emeriti, Ordinari, Aggregati, corrispondenti alle diverse Classi, hanno sempre contribuito con indagini complesse e qualificate a dare all’Accademia, all’Università e alla città di Messina, l’immagine di un Centro di alta cultura non solo in Italia ma  anche all’estero.

L’Accademia, riaperta la Storica Sede ubicata al piano terra del plesso centrale dell’Università,  grazie al progetto di ristrutturazione voluto dal Rettore, Presidente de jure, il prof. Francesco Tomasello, e redatto dall’Architetto Umberto Giorgio, arricchita dalla presenza di “Cinquecentine” di opere rare e pregiate e disponendo di un notevole patrimonio librario, torna  così ad essere un punto di riferimento qualificante per la ricerca, la sperimentazione e la cultura, per l’Università e per tutta la città di Messina.

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