Comunicato N° 186 del 23 giugno 2012

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E’ stata siglata oggi, nell’Aula Magna dell’Università di Messina, una Dichiarazione congiunta, tra i Ministri dell’Istruzione e della Ricerca prof. Lahcen Daoudi (Marocco), prof. Moncef Ben Salem (Tunisia) e  prof. Francesco Profumo (Italia), al fine di potenziare la collaborazione scientifica ed i Progetti di sviluppo fondati sulla conoscenza dei tre Paesi del Mediterraneo. Una  dichiarazione di intenti tra l’Università di Messina e le Università di Rabat e Tunisi, è stata firmata, inoltre,  dal  Rettore dell’Università di Messina, prof. Francesco Tomasello, il Rettore dell’Università di Rabat, prof. Radouane Mrabet, e il Rettore dell’Università di Tunisi, prof. Abdelhafidh Gharbi.

“Le Università dell’Area mediterranea”- ha sottolineato il prof. Tomasello- “intendono potenziare i già esistenti progetti comuni di alta formazione, ricerca, innovazione e trasferimento tecnologico con l’obiettivo di offrire nuove prospettive alle giovani generazioni, contribuire alla pace e conferire alla cultura la missione naturale di motore dello sviluppo. L’Ateneo di Messina – ha continuato il Rettore- sta procedendo, grazie ai finanziamenti assegnati, alla costruzione di complesse piattaforme di laboratori su alcune grandi tematiche, solo per citarne alcune Agro-alimentare, Salute e Oncologia, Infrastrutture, Energie alternative. Queste risorse strutturali, strumentali ed umane sono offerte come base per un lavoro comune con i Paesi partner, quali Marocco e Tunisia. Ne sono testimonianza alcune iniziative più significative quali il Progetto Erasmus Mundus – UE Mare Nostrum con il Marocco, Tunisia e Algeria e le borse di dottorato di ricerca, a carico del bilancio di questo Ateneo, destinate a giovani di questi Paesi ed infatti circa la metà dei 365 studenti stranieri  che studiano all’Università di Messina, sono extracomunitari. L’integrazione tra i Paesi- ha concluso il prof. Tomasello- è una meta ambiziosa che richiede, tuttavia, una continua, concreta testimonianza ed una delicata mediazione, come dimostrano le vicende attuali dell’Europa. Quella Europa che, per unanime riconoscimento, è nata a Messina il 3 giugno 1955 nella Conferenza di sei Paesi, promossa con un disegno politico lucido, da un grande, ineguagliabile messinese e da un grande europeo, il Prof. Gaetano Martino, Ministro Italiano degli Affari Esteri, insigne Fisiologo e Rettore di questa Università”.

L’Intesa firmata dall’Italia e dal Marocco ha lo scopo di favorire i contatti e la cooperazione diretta tra le università, altri istituti di istruzione superiore ed enti di ricerca ed inoltre favorire lo sviluppo di relazioni accademiche finalizzate allo scambio e alla mobilità attraverso la realizzazione di corsi di laurea, di master, corsi di specializzazione e di dottorati di ricerca integrati tra Atenei dei rispettivi Paesi.

L’Italia e la Tunisia hanno altresì stabilito di creare una rete di relazioni accademiche finalizzate allo scambio e alla mobilità  e di sostenere l’elaborazione di progetti di ricerca congiunti suscettibili di ricevere il finanziamento nell’ambito di programmi di sviluppo nazionali, europei ed internazionali al fine di contribuire allo sviluppo economico, sociale e culturale dei due Paesi.

In particolare con la dichiarazione d’intenti firmata dai tre rettori (Messina, Tunisi e Rabat), i tre Atenei si impegnano a rafforzare le attività di collaborazione tramite lo scambio di studenti, laureati, professori, ricercatori, dottorandi e inoltre, saranno attivate borse di dottorato per studenti marocchini e borse di studio e di ricerca per studenti in possesso di titolo di laurea e/o dottorato nel campo sanitario, presso l’Università di Messina sulla base di fondi europei, nazionali e regionali.

Si  rafforzeranno, infine,  le attività di collaborazione con la realizzazione congiunta di progetti e programmi di ricerca scientifica e tecnologica e l’attivazione di corsi di dottorato in co-tutela, saranno creati gruppi di lavoro e, seminari e tavole rotonde in ambiti di interesse comune.

Nello stesso pomeriggio si è svolto il Convegno  “La Ricerca come motore di sviluppo del Mediterraneo”. I lavori sono stati introdotti  dal  Rettore dell’Università di Messina, prof. Francesco Tomasello, dal Rettore dell’Università di Palermo e Presidente del Comitato Regionale Universitario per la Sicilia, prof. Roberto Lagalla, dal Rettore dell’Università di Rabat, prof. Radouane Mrabet, dal Rettore dell’Università di Tunisi , prof. Abdelhafidh Gharbi e dal Sottosegretario di Stato alla Salute, prof. Adelfio Elio Cardinale.

Subito dopo hanno preso la parola autorevoli protagonisti del Sistema Universitario, dell’Impresa e del Lavoro,  il prof. Giovanni Puglisi, Vice Presidente della Crui con delega all’Internazionalizzazione è intervenuto su “L’Internazionalizzazione del Sistema universitario italiano nell’Area del Mediterraneo”, il dott. Ivanhoe Lo Bello ha parlato di “Collaborazione tra Università e Imprese per lo Sviluppo dell’Area Euro-Mediterranea” e il dott. Francesco Verbaro del Ministero del Lavoro e delle Politiche sociali, è intervenuto su “I laureati e le dinamiche del mercato del lavoro nel Mezzogiorno” .

Il convegno si è concluso con gli interventi dei tre Ministri, in particolare il Ministro Profumo ha sottolineato  che “l’Università e la Ricerca sono elementi essenziali per costruire un mondo più giusto, un mondo dove se da giovani si intraprendono percorsi comuni, si hanno maggiori possibilità di costruire un mondo di pace. La cultura oggi non è completamente integrata ed emergono differenze che portano a visioni diverse e contrasti. Questo è anche un momento strategico, con le nuove democrazie e con l’allargamento del Canale di Suez, il Mediterraneo può diventare di nuovo il centro del mondo.

Ed è partendo da Messina, da questa giornata organizzata dal prof. Tomasello e dall’Università di Messina, che bisogna consolidare un processo di integrazione culturale.

Come primo punto,  possiamo pensare ad un nuovo Erasmus del Mediterraneo,  partendo dai nostri tre Paesi. E dobbiamo cominciare a studiare una modalità per avere un fil rouge comune e un sistema di crediti comuni. Il secondo punto è l’Erasmus Mundus con il quale si possono stabilire mobilità di studenti nell’ambito del partnerariato. Ed infine Erasmus bureau attraverso il quale mi farò promotore di un progetto nell’ambito europeo con i temi dell’Euromediterraneo.

E partendo proprio da Messina, se saremo  capaci di procedere in questa direzione, avremo avviato un processo grazie al quale si identifica non solo il bene dell’Italia o della Tunisia e del Marocco ma un bene più ampio. Cominciando da questa giornata potremo dare un segnale forte, e affrontare una strada in discesa affinché i nostri giovani abbiano una cultura comune e integrata. Questo deve essere il nostro impegno primario e avremo così trovato un indirizzo importante per il nostro Pese e i nostri giovani. ”.

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