Comunicato N° 43 del 28 febbraio 2012

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In relazione alle notizie di stampa in merito alla ordinanza con la quale il CGA ha rigettato la domanda di sospensione dell’esecuzione della sentenza del TAR Catania sulle modifiche statutarie adottate dall’Università di Messina nel 2010 e ormai superate dalla entrata in vigore della Legge 240/2010 (Gelmini), si ritiene doveroso rilevare quanto segue, sulla scorta delle valutazioni dei legali:

1)    l’appello, cui è connessa la domanda di sospensione rigettata dal CGA, è stato proposto, in piena autonomia e senza alcuna valutazione di parte, dall’Avvocatura Distrettuale dello Stato di Palermo, nell’esercizio delle funzioni che la legge attribuisce a tale Organo e nell’interesse del MIUR e dell’Università degli Studi di Messina. Tale scelta è indicativa del particolare rilievo che l’Avvocatura, spesso incline a prestare acquiescenza alle pronunce del giudice di prime cure, ha ritenuto di attribuire alla vicenda.

2)    anche a seguito dell’ordinanza di rigetto adottata dal CGA, gli effetti della pronuncia del TAR continuano ad essere ampiamente superati dalla normativa sopravvenuta. Infatti, gli artt. 57 e 57 bis, del vigente Statuto dell’Università di Messina, che contengono misure a suo tempo adottate dal Senato Accademico e dal CdA di Ateneo, nel pieno rispetto del principio di autonomia ed avuto unicamente riguardo al perseguimento del superiore interesse pubblico, risultano inconfutabilmente superati dall’entrata in vigore della legge Gelmini e dai successivi adempimenti attuativi di essa che hanno inteso salvaguardare il medesimo interesse pubblico;

3)    alla data del 29.07.2011 non era maturata alcuna scadenza degli organi collegiali di Ateneo, nè tale situazione è venuta successivamente a verificarsi: ciò per effetto della chiesta ed ottenuta proroga per l’elaborazione del nuovo Statuto d’Ateneo e per la sua avvenuta adozione nel termine assegnato dal Ministero.

4)    il CGA, pur rigettando la domanda di sospensione, non ha potuto fare a meno di rilevare la eccezionalità della vicenda controversa, sia sotto il profilo normativo che fattuale.

Tanto si ritiene utile precisare per doverosa, corretta informazione e per ridimensionare la portata di un provvedimento, destinato a non produrre effetti sull’assetto di governo attuale e sull’operosità della comunità accademica impegnata nei preparativi di attuazione del nuovo Statuto.

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